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Le Valli del Natisone

Una terra di confine e di incontri

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Le Valli del Natisone offrono vedute spettacolari

Cullate da monti e fiumi nella parte orientale del Friuli Venezia Giulia, le Valli del Natisone sono uno storico crocevia di genti e climi che uniscono l’antica Cividale alla valle dell’Isonzo. La zona presenta le pendenze più miti e gli strapiombi più spettacolari, scogliere striate si alternano a prati e boschi verdeggianti che finiscono nel greto del Natisone e dei suoi affluenti.

Dalla cima del Matajur, monte più alto e simbolo delle valli, si vede il Natisone estendersi fino a Cividale ed oltre, fino a raggiungere le rive dell’Adriatico. Nascoste nel paesaggio sono le innumerevoli grotte e abissi che così spesso hanno offerto agli abitanti della zona protezione durante le invasioni barbariche. Oltre 400 cavità naturali, tra cui la famosa Grotta di San Giovanni D’Antro e il Riparo di Biarzo, offrono opportunità di esplorazione a tutti gli interessati di speleologia e archeologia.

Seguendo il corso del torrente Natisone e il tracciato delle invasioni, si passa dalle cime dei monti Colovrat e Matajur ai dolci pendii di fondo valle, con le loro strade collinari che portano a Castelmonte e a stupendi panorami delle valli sottostanti.

Grotte e corsi d’acqua

I sentieri naturalistici e storici della zona attraversano boschi di abeti rossi e, con un pizzico di fortuna, incrociano anche caprioli, volpi e picchi. I corsi d’acqua che scavano le valli, come l’Erbezzo e l’Alberone, si prestano anche alla pesca e, nei giorni più miti, si può prendere il sole sulle suggestive spiaggette.

Strapiombi mozzafiato, conosciuti come Flysch, si trovano sparsi per le Valli, le loro rocce più dure impervie all’erosione dell’acqua e ai terremoti. L’altezza media dei monti che circondano i corsi d’acqua, a partire da San Pietro al Natisone, è di 1100 m slm, con il Matajur che spicca sopra tutte le altre cime a 1642 metri d’altezza.

La valle principale ha una larghezza media di 600 metri, e dal ponte di S. Quirino al passo di Stupizza il dislivello è di circa 100 metri, creando un leggerissimo pendio per tutti i 15 chilometri che separano i due luoghi.

La zona presenta anche tantissime cavità naturali di interesse speleologico ed archeologico. Oltre le cavità famose di San Giovanni D’Antro e di Biarzo, si hanno cavità verticali come l’Abisso II, con i suoi 175 metri di profondità, vicino al Matajur e la grotta di Cristalli di Mersino.

Fondovalle, cultura e colline

A fondovalle, le acque post-glaciazione hanno formato le colline di Buttrio, Rosazzo, Farra e Medea. Qui il terreno, grazie al lavoro del Natisone, è considerato “a buona fertilità”, e ne fa testimone la rigogliosa vegetazione. In autunno questa si accende di toni di rosso nelle valli e il terreno si copre di castagne, che formano un ingrediente chiave di ricette e dolci del luogo.

Essendo terra di confine, le Valli del Natisone offrono anche curiosi incontri culinari e culturali. È sufficiente assaggiare un formaggio locale, magari insieme a un piatto di šličnjaki (gnocchetti di farina), dal nome tipicamente slavo ma fortemente legati al territorio delle Valli. Le case e stradine di Stregna, Drenchia e dintorni, inoltre, richiamano l’architettura tipica della regione austrungarica.

La regione, nella sua lunga storia di passaggi, ha accolto tantissime persone provenienti da tutto il mondo; forte di questa esperienza centenaria, è pronta ad accogliere anche voi.

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